Una poesia di Gino Primavera

10/02/2021 0 Di wp_6937204

BISCIALISCIA, di Gino Primavera

(da Lettera 22, ed. Tabula fati)

gross senzazio-ne

potente allusione

“bevi in silenzio calici in amore”

e così fu che il gioco divenne godimento

“l’intero si chiude in angusto”

e accadde fusione di pollini in miele

ti dico per un piatto di aromi

bisogna fondere aspro timo con dolce basilico                                                                                                            

scherzoso cerfoglio e ispida erba de’ satiri                                                                                                                                                                                                        

mestare e bollire in gran calderone

raccogliere indi fumi e vapori

e avrai

fantastico bastice,

pozione dalle grandi speranze

la devi sorbire a gocce o a piccoli sorsi,

gustare l’aroma novello che sembra

creato dal nulla (particulare),

anche magari bouquet

di ottimo gusto a chi piace,

le poetiche cene del Golem,

agnello imbasticiato

e ti dico di annaffiarlo con gocce di sole maturo.

 

Ti sazierai del solo odore,

se il borioso maestro non griderà che la tradizione

il costume la consuetudine, l’insegnamento,

il dettato e ciò che va e ciò che piace

e che mangiare

merda fa schifo, che le vacanze                                             l’intelligenza l’elasticità

godere arrivare arricchirsidi (esp-

erienze) frequentare. Vestire, farsi un ‘pinione,

che così ma non così (l’utilità)

 

Se il borioso maestro lo infilzi nello spiedo

ahi!

e lo cospargi di fantastico bastice

ti sazierai del solo odore

di gocce di sole maturo.