Col carboncino sul cartone della valigia: Patrizia Tocci

Col carboncino sul cartone della valigia: Patrizia Tocci

26/02/2021 1 Di wp_6937204

 

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L’America di Charlie Brown e delle sue noccioline,  piccole strisce che comparivano in fondo all’ ultima pagina di qualche giornale. Braccio di ferro, i vari Tex e Zagor e il macigno Black,  e poi Mafalda. Divennero  Cartoni animati,  in tv molto più tardi,  in una adolescenza inframmezzata di Zorro e  e Rin tin tin.  Anche la tv dei ragazzi scelse presto il movimento e il video,  ma la pagina cartacea rimaneva il veliero per spedizioni fantastiche. Con le  anomale  famiglie di Paperopoli, le torte di nonna Papera, il fiocco di Paperina  o i riccioli di Gastone, i tre nipotini, Paperino simpatico e  sfortunato. Poche parole scritte,  a caratteri grandi e in maiuscolo. Grandi anche  le figure. Il fumetto,  una nuvoletta di fumo  chiusa o aperta, a seconda che le  parole fossero dette o pensate. E anche noi, i bambini di allora, nel linguaggio usavamo quello slang. Era  un  mondo di carta che  non se ne stava  tra le pagine, ma diventava parola  se  dicevamo sob, sigh, sgrunt, slam, dando voce alle emozioni e ai rumori. Erano  copie di seconda, terza o quarta mano che  avevano un destino segnato, tra il forno e il camino. Mi piacerebbe  tornare all’edicola per  aspettare  l’ultimo numero di Topolino, la puntata di Tex in cui incontrava finalmente la sua donna,  scoprire l’avventura dell’ uomo mascherato,  il furbissimo Diabolik. Molti di questi fumetti ancora resistono:  li vedo stipati nelle edicole  diventate sempre più grandi e colorate. Saranno in grado di reggere all’ urto  che la civiltà della video immagine sta preparando?  Stanno  nascosti in mini computer, nei cellulari, viaggiano nell’aria, con  schede prepagate. È tutta la  Civiltà che si sta smaterializzando, sempre di più.  Che sia un bene o un male, chi può dirlo?  I pixel colorati corrono veloci.  Ma tutti ricordiamo bene  quel fruscio che sentivamo, girando  la pagina, magari con le mani appiccicaticce,  o appena umettate di saliva,  nello sforzo  delle labbra  per  compitare la prima parola. Sgrunt.