Gli strilloni (di Carlo Maria Marchi)

Gli strilloni (di Carlo Maria Marchi)

28/02/2021 1 Di wp_6937204

 

Torno indietro con la memoria e all’angolo della strada vedo gli strilloni, un mestiere che si annunciava gridando.
Gli strilloni avevano tutti una maglietta a righe orizzontali quasi fossero i gondolieri di Venezia e cucite sulle righe i nomi dei quotidiani. Non c’erano ancora le edicole e i giornali si vendevano poggiati su piccoli banchetti. Gli strilloni erano il nostro odierno telegiornale, non gridavano soltanto la pagina principale ma nelle grida sventolavano i fatti di un quotidiano intero.
Oggetti semiologici carichi di segni che in una comunicazione verbale e non verbale gestivano lo spazio anche con l’utilizzo del tono della voce.
– Il Messaggerooooo! De Gasperi nuovo presidente del Consigliooooo!
– Il Tempoooooo! Coppi stacca tutti sulle Dolomitiiiii!
– Momento Seraaaaa! Ultime notizieeeee. Assassinata una donna a ponte di feroooooo!
Il viso e le mani segnate dall’inchiostro, alzavano un braccio e sventolavano una copia di quelle che erano poggiate sull’altro avambraccio. Nessuno come loro conosceva i processi comunicativi.
Tanta gente si fermava, tanta gente non poteva comperare il giornale ma ascoltava le notizie.