Iuxta propria principia (di Giovanni Dursi)

Iuxta propria principia (di Giovanni Dursi)

24/03/2021 0 Di wp_6937204

Juxta propria principia

 

Sentire il bello, questa è potenza creativa,

gusto splendido, armonico, appeso ad un argenteo filo

cui non per forza s’accompagna estasi lasciva,

nel mentre scempio di buone intenzioni

sulle incandescenti zone dai Balcani al Nilo

 

Sforzi generosi andarono vani,

ideale di libertà e giustizia a stento sopravvisse contrito,

implode il mondo intorno, lontano latrati di cani,

ritmica involuzione del tutto,

sanguinolenti conflitti, faglie d’attrito

 

Assoluta è la forza del terremoto,

come epifanici viaggi le civiltà irradia,

squarci profondissimi inghiottono il racconto

colmo di sterminati esodi e storie lievi,

non di onde lunghe che dal Mar rosso all’Oceano indiano invadono l’Arcadia,

rievoca nel terrestre sussulto di ogni avvenimento

magnetiche forze di superficie, increspature brevi

 

Continue migrazioni di popoli, imperi mai caduti,

oceanica distesa di antiche colonne e statue,

immense onde di policromi mosaici,

foreste d’oro e di reliquie fiorita di cupole,

invasa da una moltitudine di santi perduti,

            costellazioni di fortezze e libri,

            di innumerevoli icone e di monasteri paradisiaci

 

Quasi un’allostoria, giovani d’alta taglia dalle gote tinte di rosa

suscitano turbamento, con ciglia simili ad arcate,

fanciulle fresche come il gelsomino, dal volto al sole simile,

dalle guance violette, dai capelli ondulati, statura di cipresso in incremento,

perché oggi è l’antico melting pot che si rinnova formidabile