La corsa ragazzina di Natalia Anzalone

La corsa ragazzina di Natalia Anzalone

13/10/2021 0 Di wp_6937204

 

La realtà ci si offre a volte in forma insolita, assume in qualche circostanza i toni di una favola, ci spinge a volare lontano dalla routine quotidiana. Il romanzo di Natalia Anzalone è fin dal titolo un invito ad aprire gli occhi sul meraviglioso che a tratti ci sorprende, inatteso: la “corsa ragazzina” del titolo è una corsa tra le vie di Venezia, mano nella mano con una persona appena conosciuta, ma di cui la protagonista avverte il fascino e “sente” la promessa di una storia importante.

A un lettore superficiale i personaggi possono anche apparire stereotipati, pur essendo descritti con maestria, ma l’opera ha un sotteso tono autobiografico che valorizza gli eventi, trasfigurati certamente dalle emozioni dell’autrice, ma non per questo meno incisivi. Il fatto è che il linguaggio è prezioso, raffinato, soffonde di poesia ogni luogo e ogni circostanza. Tutto ciò trasporta il lettore in un mondo quasi irreale, il che potrebbe indurre qualche critico in errore. Resta il fatto di una storia accattivante, di uno stile estremamente originale, con scelte linguistiche insolite, rare a volte, sorprendenti sempre.

Più in particolare, la struttura del romanzo ci offre numerosi passi scritti in corsivo. Si tratta di prosa poetica nel senso più vero: le emozioni si cristallizzano in espressioni preziose, di gusto raffinato. leggendole tutte di seguito, ci si trova di fronte a un altro libro, frammenti della storia di un’anima. Alcuni brevi capitoli, poi, sono dei veri e propri microsaggi d’arte, in particolare di architettura. A parere di chi scrive, essi non costituiscono un corpo estraneo, ma si integrano perfettamente con il carattere del personaggio principale. I personaggi, appunto: la figura di Andrea ha connotati quasi irreali, riassume in sé una serie di luoghi comuni fatti di più volte sottolineata bellezza, eleganza, raffinatezza. Eppure, si intuisce una sorta di mancata realizzazione, una solitudine di fondo. Il personaggio di Nancy, invece, si dispone in tutte le sue sfaccettature, interessante sempre, disarmante spesso per le sue scelte di assoluta limpidezza. Il libro si chiude con una parola che in fondo riassume l’intera storia: “attimo”.